LA MOSTRA

Il mondo fuggevole di TOULOUSE-LAUTREC
dal 17 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018 / Milano

Mostra Toulouse-Lautrec Palazzo Reale Milano
Piazza del Duomo 12
Milano
INFOLINE e PREVENDITE 0254915

BIGLIETTI
Intero: € 12 audioguida gratuita
Ridotto: € 10 audioguida gratuita
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ORARI
lunedì 14.30 – 19.30
mart. / merc. /  ven. / dom. 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
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un’ora prima della chiusura

LA MOSTRA “Il mondo fuggevole di TOULOUSE-LAUTREC”

Palazzo Reale celebra l’artista Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) con una grande mostra monografica che ne presenta l’intero percorso artistico e la straordinaria modernità. Il progetto espositivo, articolato in sezioni tematiche, conduce il visitatore a comprendere il fascino e l’importanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.
L’evoluzione stilistica dell’artista, di origine aristocratica ma testimone attento della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse, viene delineata in tutte le sue fasi di maturazione, dalla pittura alla grafica, con particolare attenzione al profondo legame con le stampe giapponesi e alla passione per la fotografia.
In mostra sono esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e alla serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista ‘maledetto’.

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I VISCONTI DI LAUTREC, POI di TOULOUSE LAUTREC, POI di TOULOUSE LAUTREC MOMFA
Il padre di Henri era un uomo interessato soltanto alla caccia e ai cavalli, dedito a uno stile di vita ancora medievale trascorso prevalentemente nei suoi diversi casini di caccia. La madre, Adèle trascorse la maggior parte della sua vita nei castelli di famiglia dedita alle pratiche religiose e al figlio. In questa sala viene presentata la famiglia di Henri. Seguiremo le vicende dell’artista che, da bambino bellissimo e superdotato diventa un adolescente malaticcio fino a quando, in seguito alla rottura non calcificata di entrambi i femori non rimarrà definitivamente un nano. Il contesto è molto importante per capire l’evoluzione dell’artista e la struttura di una famiglia che, come testimoniano le sue lettere, rimarrà sempre per lui un fondamentale riferimento affettivo.

TOULOUSE-LAUTREC E LA SUA IMMAGINE
Di Toulouse-Lautrec possediamo un unico autoritratto che esponiamo in mostra. Accanto il ritratto dell’artista eseguito da Anquetin pittore amico e coetaneo.
Tuttavia, nel corso della sua vita, l’artista tenne molto a costruire una propria immagine incaricando gli amici, tra cui il fotografo Lescau per il cui studio realizzerà un’affiche, di rappresentarlo in una serie di pose ironiche al limite della provocazione, da lui attentamente sceneggiate.
Queste fotografie sono la testimonianza importante dei gusti di un uomo che detestava la propria immagine, al punto da potersi rappresentare solo e unicamente sotto la forma della deformazione o di una messa in scena carnevalesca. Questa galleria d’immagini, dissacranti e irreverenti, fa da contraltare alle immagini austere e paludate della vita di famiglia. Tuttavia esse rivelano anche la frenesia di modernità che aveva invaso gli artisti bohémiens della fine del secolo inducendoli, come Lautrec, a fare ampio e multiforme uso della fotografia.

HENRI DE TOULOUSE LAUTREC SCOPRE LA SUA VOCAZIONE
Questa sezione è dedicata agli anni della tarda adolescenza di TL. Costretto spesso a letto si diverte a disegnare e dipingere. Il padre lo vorrebbe cacciatore, ma la madre gli consente di frequentare l’Accademia d’arte. La sua passione per i cani e i cavalli della sua infanzia e della tradizione familiare si esprime in piccoli dipinti giovanili e nella grafica maggiore dell’epoca tarda. Abbiamo in questa sala anche alcuni ritratti di donna che già rivelano il modo con cui TL sarà affascinato dall’immagine femminile: un ritratto di ragazza ancora accademico proveniente dal museo di Belgrado, un nudo giovanile la cui sensualità è tradita già dalle calze nere e il magnifico ritratto della modella Jeanne nuda, proveniente dal museo Kroller Muller.

L’ATELIER CORMON E LA VITA D’ARTISTA
Dopo alcuni tentativi falliti alle scuole accademiche Lautrec entra nell’atelier di Cormon, pittore da Salon da cui avevano studiato e studiavano alcuni degli artisti che avrebbero costituito le nuove avanguardie, da Anquetin a Van Gogh. Diventa amico di Bernard e di Vuillard, insieme si spartiscono le esperienze artistiche e, spesso, si ritraggono a vicenda.
Da qui in poi l’attività di artista di TL sarà pienamente riconosciuta, comincerà a viaggiare a Parigi, a Londra e altrove per seguire le sue esposizioni. L’esperienza della fotografia diventa più matura e sta alla base anche dei ritratti di alcuni degli amici pittori e scrittori e nelle opere di grafica che stanno diventando il momento fondamentale della sua arte. Contemporaneamente nascono le illustrazioni per i giornali satirici e i primi manifesti.
Nello stesso tempo TL scopre il fascino dell’arte giapponese, che ha influenzato la generazione precedente di artisti, da Monet a Degas. Quello che lo interessa tuttavia, non sono tanto i paesaggi delle stampe giapponesi, ma i colori piatti e i tagli non tradizionali delle scene d’interno. Vedremo successivamente come questi temi diventeranno argomenti non solo formali ma sostanziali della sua arte.

L’ARTE APPESA AI MURI DELLA CITTA’
Toulouse-Lautrec è senza dubbio il più moderno e anticonformista degli artisti della sua generazione. Spinto, forse anche a causa della sua deformità fisica, a guardare la vita da un’angolazione originale, egli sembra trasformare la capacità che ha avuto di abbandonare il proprio ambiente, di uscire da ogni schema, per rileggere in modo diverso anche gli eventi dal mondo circostante. Un elemento fondamentale di questo percorso è il riferimento all’arte giapponese. Ne sono testimonianza i tagli obliqui delle figure, il contrasto dei colori piatti, l’uso decorativo delle ombre e dei neri. L’invenzione dell’affiche come immagine a sé stante, porta il segno indelebile della sua mano. Basta confrontare i manifesti di Toulouse-Lautrec con quelle degli altri suoi contemporanei, per cui l’affiche non è altro che una riproduzione semplificata di un dipinto, per capire l’enorme novità e la forza di comunicazione che Toulouse-Lautrec ha immesso nella sua opera.

MONTMARTRE
Montmartre è un quartiere di Parigi nel quale artisti e pittori dal 1800 in avanti hanno amato incontrarsi e vivere.L’area, in elevata pendenza, era difficilmente raggiungibile dai mezzi pubblici. Le carrozze non avanzavano più in alto della Place Pigalle e la ripida collina della Boutte era un luogo che pur essendo in pieno centro di Parigi, rimaneva in un mondo a sé stante che conservava vaste aree di campagna con vigne, mulini e ruscelletti.Nel Medioevo la zona era possesso dei monaci benedettini che la coltivavano soprattutto a vigneti. Alla fine del XIX secolo il quartiere acquisì una cattiva fama per la presenza di cabaret e bordelli. Numerosi artisti lo consideravano, comunque, un quartiere speciale, dove in molti si trasferirono trasformandolo in una delle zone più affascinanti della città.Nella seconda metà del 1800 molti artisti provenienti da diverse parti dell’Europa, attratti da Parigi e dalla stimolante vita che si andava avviando, fecero di Montmartre il posto privilegiato di adozione, vivendo in modo bohemién grazie alla benevolenza dei bottegai che spesso facevano loro credito. Di Montmartre Toulouse Lautrec fu il cantore più celebre.

LA VITA A MONTMARTRE
Per frequentare l’atelier di Cormon Lautrec si trasferisce a Parigi, dove vive per un certo periodo a casa dell’amico Grenier, al 19 bis di rue Fontaine dove abita anche Degas.
 Con gli amici pittori, con gli editori delle riviste a cui collabora, scopre il cabaret. Il celeberrimo Le chat noir diventa Le Mirliton di Aristide Bruant.
L’artista soggiorna e vive a Montmartre dove, nella compagnia costante di Van Gogh e Anquetin (van Gogh lo chiamerà il gruppo del ‘Piccolo Boulevard’) frequenta caffé e teatri.
I ritratti di attori e attrici gli consentiranno di sviluppare un segno che ha la rapidità e l’autenticità dello scatto fotografico.
In particolare alle attrici-ballerine Jane Avril, Yvette Guilbert e La Goulue e all’amico Aristide Bruant verranno dedicati alcuni dei suoi più celebri e rivoluzionari manifesti. I muri di Parigi si coprono di colori squillanti e inabituali: le critiche sono sferzanti (alcuni li definiscono: una vera porcheria) , gli editori dei manifesti sono renitenti a pubblicarli e Bruant deve intervenire pesantemente, di persona, per imporre la loro realizzazione, se non il pagamento dei costi, che ricadrà in parte sullo stesso Lautrec.

Toulouse-Lautrec. La vita.

Mostra Toulouse Lautrec Milano1864 Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Monfa nasce ad Albi dal conte Alphonse-Charles-Marie e da Adèle-Marquette Tapié de Céleyran, moglie e cugina di lui, appartenenti a due delle più antiche e nobili famiglie francesi.
1868 I genitori si separano poco dopo la nascita di Henri, che vivrà prevalentemente con la madre, passando la sua prima giovinezza tra il castello del Bosc, ad Albi, e quello di Céleyran, presso Narbonne. Il padre, legato alle tradizioni medievali e grande cacciatore, vive tra un casi­no di caccia e l’altro ospitando il re e i suoi amici dell’alta aristocrazia.
1872 Si stabilisce con la madre a Parigi, dove si iscrive al Lycée Fontanes (poi Condorcet). Tramite suo padre, an­che lui a Parigi, conosce il pittore René Princeteau, che gli impartisce i primi rudimenti del disegno.
1875 Per la sua gracilità, la madre lo riporta ad Albi dove prosegue gli studi privatamente. Va ad Amélie-les-Bains per la prima di una lunga serie di cure termali cui la madre vorrà sottoporlo sperando in una sua guarigione.
1878 Prima frattura, alla gamba sinistra, scivolando sul pavimento di casa ad Albi. Convalescenza a Barèges, nei pressi di Amélie-les-Bains. Frequenta i suoi cugini Tapié de Céleyran la cui famiglia è segnata da tare genetiche, tra cui una cugina ventitreenne nana in carrozzina.
1879 Seconda frattura, alla gamba destra, per la caduta in un fosso mentre è ancora convalescente a Barèges: lo svi­luppo degli arti inferiori è definitivamente compromesso.
1881 A Parigi è respinto agli esami di maturità. Passa l’intera estate a Nizza per beneficiare del clima marino e in novembre, a Tolosa, consegue finalmente il diploma, vuole però dedicarsi alla pittura. Si reca per breve tem­po nella capitale francese dove frequenta il pittore René Princeteau e diventa un habitué del mondo elegante del Bois de Boulogne, delle corse, del teatro e del circo Fer­nando.
1882 Lavora nello studio di Princeteau. Su suo consi­glio e per interessamento dell’amico Henri Rachou, entra in aprile nello studio del pittore accademico Léon Bon­nat, che però chiude l’atelier prima della fine dell’anno. Nel 1883 studia con Fernand Cormon, altro pittore acca­demico, nel cui atelier conosce, tra gli altri, Émile Ber­nard e, nel 1886, Van Gogh.
1884 Si stabilisce a Montmartre, in rue Fontaine, dall’a­mico Albert Grenier, nello stesso stabile in cui lavora De­gas che ha così modo di frequentare. In ottobre conosce François Gauzi da cui presto si trasferisce, in rue Tourla­que, sempre a Montmartre. Partecipa a una collettiva di giovani pittori.
1885 L’amico “chansonnier” Aristide Bruant inaugura a Montmartre il cabaret Le Mirliton, nel quale Henri pre­senterà più volte le sue opere. Espone, sotto lo pseudoni­mo di Tolau-Segroeg, al Salon des Arts Incohérents.
1886 Collabora a varie riviste tra cui “Le Mirliton”, che affianca l’omonimo cabaret di Aristide Bruant, “Le Paris illustré”, “La Chronique médicale”, realizzando disegni umoristici e d’ambiente. Lascia definitivamente l’atelier di Cormon aprendone uno proprio a Montmartre, in rue Tourlaque 7 angolo rue Caulaincourt. Si lega a Suzanne Valadon, madre di Utrillo, che lascerà, almeno ufficial­mente, nel 1888.
1889 Espone a Parigi al Salon des Indépendants, al quale partecipa regolarmente fino al 1894, e al Salon des Arts Incohérents. Theo Van Gogh acquista alcune sue opere per la galleria Boussod & Valadon (ex Goupil), di cui è direttore. Il 5 ottobre viene inaugurato il Moulin Rouge, il celebre locale per il quale e sul tema del quale realizzerà numerose opere.
1890 A Bruxelles partecipa all’Exposition des Vingt. Sfida a duello de Groux (ma il combattimento non avrà luogo) per difendere l’opera di Van Gogh, che ospita nel­la sua casa di Parigi il 6 luglio, poco prima del suicidio del pittore olandese. Termina La Danse au Moulin Rouge. Si innamora della cantante Jane Avril, ritratta in diverse opere.
1891 Prende un appartamento con l’amico Bourges in rue Fontaine 21. Arriva a Parigi Gabriel Tapié de Céleyran, suo cugino e suo grande amico, che si è iscritto alla Fa­coltà di medicina. In ottobre, esegue, su richiesta del pro­prietario del famoso ritrovo Charles Zidler, il primo ma­nifesto per il Moulin Rouge che lo rende di colpo famoso.
1892 È nuovamente invitato alla Exposition des Vingt a Bruxelles. Il manifesto da lui ideato per la cantante Yvette Guilbert è rifiutato dall’interessata. Realizza varie affiche tra cui Reine de joie per il romanzo-scandalo dallo stesso titolo di Victor Joze.
1893 Realizza i celebri manifesti Divan Japonais e Jane Avril au Jardin de Paris. È invitato a esporre a Bruxelles e ad Anversa. Trascorre qualche tempo nella casa di tolle­ranza di rue d’Amboise, eseguendo le prime opere am­bientate nelle case chiuse.
1894 Partecipa al Salon de la Libre Esthétique a Bru­xelles, dove conosce Maus, Horta e van de Velde. Si reca a Bordeaux e a Londra, dove conosce Oscar Wilde. Fa ami­cizia con i Natanson, proprietari della “Revue Blanche”, e incontra Bonnard e altri artisti Nabis e gli scrittori Ber­nard e Fénéon. Esegue un album di litografie per Yvette Guilbert. Inizia a collaborare con il periodico “Le Rire”.
1895 Decora il baraccone della Goulue alla Foire du Trône. Nuovo viaggio a Londra. In giugno va ad abitare in rue Fontaine 30, dove rimane fino al 1898. In agosto, imbarcatosi per Bordeaux con l’amico Maurice Guibert, si invaghisce di una passeggera costringendo l’amico a continuare il viaggio fino a Lisbona. Breve relazione con la cantante May Belfort per la quale realizza un manifesto simile a quello eseguito per May Milton.
1896 Importante mostra delle sue opere alla galleria parigina di Joyant e Manzi. Elles, l’album di litografie sul­la vita quotidiana delle prostitute pubblicato da Gusta­ve Pellet, è un autentico fiasco. L’amico Tristan Bernard, direttore del velodromo Buffalo a Neuilly, lo introduce nell’ambiente del ciclismo.
1897 Trasloca in un nuovo atelier in avenue Frochot 15, ai limiti di Montmartre, e abbandona nel locale preceden­te ottantasette dipinti, quasi tutti dispersi. Prima crisi di delirium tremens, durante la quale spara su ragni imma­ginari.
1898 Per l’editore inglese Sands realizza un nuovo album di litografie su Yvette Guilbert. Ad aprile si reca in Inghil­terra per seguire l’allestimento di una sua personale alla galleria londinese di Goupil, che però avrà uno scarso suc­cesso. È ospite dai Natanson a Villeneuve-sur-Yonne. Se­conda crisi di delirium tremens durante la quale, creden­dosi perseguitato dalla polizia, si nasconde da un amico.
1899 A causa di una nuova crisi viene ricoverato in una clinica a Neuilly. La stampa si getta sulla sua disgrazia per attaccarlo e denigrarlo. A maggio, tuttavia, migliora e vie­ne dimesso. La madre lo affida alle cure di un amico di famiglia, l’ex ammiraglio Viaud. Escono, con sue illustra­zioni, le Storie naturali di Jules Renard. Au Rat Mort è tra gli ultimi capolavori. Dopo il ricovero le sue quotazioni salgono.
1900 Affitta a Bordeaux un appartamento con Viaud e uno studio. In dicembre è colpito da paralisi alle gambe, migliora dopo un trattamento elettrico.
1901 Rientra brevemente a Parigi dove fa testamento. Alcune sue opere, vendute all’asta, toccano cifre record. Il 15 agosto, in vacanza con Viaud a Taussat, ha un colpo apoplettico che lo lascia emiplegico. Pochi giorni dopo la madre lo porta a Malromé. Muore il 9 settembre: non ha ancora compiuto trentasette anni. Sepolta a Saint-André du-Bois, la salma è poi trasferita a Verdelais. Esame alla Facoltà di medicina è la sua ultima tela.

#TOULOUSELAUTRECMILANO

COME RAGGIUNGERCI
Palazzo Reale, Piazza del Duomo 2
Milano

Linee 3, 4, 12, 14, 15, 23, 24, 27, 50, 54, 60, 65, 84
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UNA MOSTRA
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